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La storia di Chianciano

Le notizie sull'uso delle acque di Chianciano risalgono a tempi antichissimi. Alcune sono notizie dirette e riscontrabili nelle epigrafi o nei documenti, altre sono indirette, cioé deducibili da fonti diverse, da monumenti e ritrovamenti archeologici.
Sulla presenza degli Etruschi nella zona si hanno diverse testimonianze. Innanzi tutto un'epigrafe in latino del 1674 afferma che frequentò queste "Terme" il re etrusco Porsenna, signore di Chiusi.
Alcuni reperti archeologici fra cui alcuni frammenti in bronzo di statue ritrovati nei pressi delle attuali Terme dell'Acqua Santa e di Sillene nel 1868, altri ritrovamenti di edifici, di sepolcri, di un frammento di testa di Apollo e di una lamina in bronzo a forma di falce di luna (in greco luna si diceva "Selene" che è anche il nome del colle su cui sgorgano le acque termali), fanno pensare che in questa zona vi fosse un insediamento etrusco e certamente un tempio dedicato alla dea protettrice delle acque.
E ciò è confermato anche da altri importanti reperti come i resti della biga di Diana Selene appartenenti al III sec. a.C. conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze e ritrovati sul poggio dell'attuale Sillene.
Recentemente alcuni scavi effettuati presso la selva di Fucoli e presso l'omonima sorgente, hanno individuato i resti di un tempio etrusco che in qualche modo confermerebbe la presenza di un nucleo abitato riferibile almeno al il sec. a.C.
Tutti questi ritrovamenti attestano con sicurezza la presenza di un abitato etrusco ma non certamente quella di uno stabilimento termale come sembra affermare l'epigrafe latina cui si è accennato e nella quale probabilmente si è confuso il termine "Terme" (gli stabilimenti termali sono edifici che nascono con la civiltà romana) con "fonti termali.
In epoca romana c' è la testimonianza del poeta latino Orazio che parla di'Iontes clusiriV e del loro potere tera­peutico; le stesse fonti furono citate da Tibullo e Terenzio Varrone.
Concludendo si può affermare che quasi sicuramente nella zona dell'at­tuale Chianciano sorse un abitato etrusco. L certo che qui, nella parte più pianeggiante, si sviluppò poi un abitato ro­mano e che solo in epoca medievale il nucleo cittadino si spostò di nuovo sulla collina dove ora sorge il centro storico.
Sebbene alcuni affermino che la cittadina sia stata fondata ai tempi di Liutprando (VIII secolo), le prime notizie sicure su Chianciano risalgono al XII seco­lo quando nei documenti viene fatto chiaramente il suo nome e quello delle acque e quando vengono emanati degli statuti finalizzati alla protezione delle Terme.
Tutto il Medio Evo è costellato di lotte con i potenti comuni vicini come Sie­na, Montepulciano e Orvieto che volevano estendere il controllo proprio sulle fonti termali. Numerose furono le vertenze tra le varie città ed altrettanto numerosi i trattati stipulati atti a definire i confini territoriali per lo sfruttamento delle stesse.
La fama delle terme di Chianciano del resto, se già era stata grande in epoca romana, lo divenne ancora di più in epoca medievale, soprattutto dopo che si recò presso esse Sant' Agnese Segni da Montepulciano che operò qui diver­si miracoli (primi anni del XIV secolo) ricordati da diversi dipinti situati nelle chiese del territorio. In seguito a questi fatti eccezionali il nome pagano del Bagno Grande di Sellene cambiò in quello di "Acqua Santa".
Anche durante la Signoria dei Medici Chianciano godette di grande fortuna e fu molto frequentata. Da allora non so­no mai mancati personaggi illustri e scrittori che ne abbiano decantato l'utilità e la virtù di alleviare le malattie.
Sia nel '700 che nell'800 ci sono state iniziative volte al potenziamento delle Terme. Contemporaneamente venivano approfonditi gli studi medico-chimico-idrogeologici per comprendere più a fondo le virtù terapeutiche delle acque e le loro migliori applicazioni. La letteratura scientifica divenne anzi sempre più ricca e, da allora, ha continuato a registrare gli interventi delle personalità più accreditate nel campo della ricerca e della medicina.
Il suo maggiore e definitivo sviluppo è però legato ai primi anni del XX secolo quando, costituitasi la "Società delle Terme di Chianciano" ad opera di Angelo Banti, vennero realizzati i maggiori stabilimenti e tutte le infrastrutture che dovevano portare ad un sistematico sfruttamento delle acque, compresa l'apertura di nuove fonti ed anche uno stabilimento per l'imbottigliamento.
Appartiene alla seconda metà del '900 la ristrutturazione completa di tutti gli impianti, il loro ampliamento e soprattutto la creazione dell'Istituto di Ricerche Biologiche e Chimiche che, insieme alle strutture sanitarie, collabora all'insieme delle ricerche sulle acque, sulle loro proprietà terapeutiche ed sulla corretta applicazione delle terapie.
Chianciano è tosi divenuta uno dei maggiori e più apprezzati tra i centri termali italiani.

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